Ellen Maurer Zilioli racconta Marco Borghesi,
l'orafo di Verona

Il gioiello contemporaneo possiede tante sfaccettature: vi sono famose firme; vi sono designer, architetti e stilisti rinomati che, a volte, si dilettano nel piccolo formato; vi sono orafi e artisti, che studiano e ricercano per liberare il gioiello dalla mera speculazione commerciale. Di fronte a questa marea di offerte su diversi livelli qualitativo-estetici non è facile fare la scelta personale per chi ama il gioiello individuale.

Oggi giorno, nell'epoca, della cultura televisiva e della banalità quotidiana, quello che conta in questo settore, a mio avviso, è la mano e la testa. Una mano che esegue il suo mestiere e dà un'impronta unica a ogni pezzo che esce dal laboratorio dell'orafo. E una testa che segue le sue idee coerentemente e vince la sfida artigianale della realizzazione perfetta. Meglio ancora se il risultato dimostra una sua specifica ricerca formale o magari una coincidenza con esperienze e regole artistiche.

Marco Borghesi – l'orafo di Verona – rappresenta questo tipo di personaggio, raro nel paessaggio italiano di grande varietà. La sua creazione del gioiello si appoggia sulla lunga storia dall'antichità fino ai tempi moderni, sempre fedele alla materia preziosa, considerandola come anima dell'oggetto, e comunque trasformandola in un linguaggio estetico che rivela la ampia conoscenza di tutto ciò che è successo nell'arte e nell'arte applicata internazionale del novecento. Nelle sue opere si vede il soffio del passato e nello stesso momento la sperimentazione e l'innovazione di un corraggioso maestro nel suo continuo lavoro di espressione tra tradizione e futuro.

I gioielli di Marco Borghesi riflettono un grande rispetto per la sostanza dell'oro, delle pietre e perle, e manifestano un'idea fondamentale: l'idea della composizione, anzi di una costruzione complessa di elementi armonici. Piani e lamine si sovrappongono e si intrecciano, si incontrano e si uniscono, decorati con perle singole o sistemate in accumulazioni seducenti, pietre preziose e graziose, insoliti nella loro collocazione, sempre dimostrando una convinzione profonda dell'autore: la bellezza. Mai la bellezza convenzionale, noiosa, liscia e truccata, ma invece una bellezza consapevole, matura, narrativa, meditata e piena di un'attenta osservazione per la vita. L'autore non esita di aprire il ventaglio di effetti e colori, per esempio, tramite la combinazione dell'oro col ferro o manipolando e rompendo le superfici delicatamente con interventi raffinati. Ecco, il cosmo di Marco Borghesi nel gioiello.

Cosí si dà forma un'oreficeria artigianale artistica che conosciamo in Italia da secoli e prosegue con protagonisti come Marco Borghesi, l'orafo di Verona. E' riuscito a portare la sua fama in tutto il mondo, partecipa regolarmente in mostre, fiere e manifestazioni del settore in Europa e negli Stati Uniti. Marco Borghesi riapre in questi giorni la sua sede storica in posizione preminente nel cuore della città di Giulia e Romeo, con spirito rinnovato a galleria d'arte. Diventerà una meta obbligatoria per il pellegrinaggio internazionale degli amanti del gioiello e dell'arte.